«Quanto mi costa il sito?» è la prima domanda che ogni gestore di B&B ci fa, ed è giusto così. La risposta onesta è: da 0 a oltre 5.000 euro, e la differenza non sta nell'estetica ma in una cosa sola: se il sito ti porta prenotazioni dirette oppure no. In questa guida trovi le fasce di prezzo reali del mercato italiano 2026 e i criteri per capire dove ha senso posizionarti.
Le quattro fasce di prezzo del mercato italiano
1. Fai da te: 0–300 € l'anno
Wix, Squarespace, il sito incluso nel gestionale. Va online in un weekend e come biglietto da visita funziona. I limiti arrivano dopo: template lenti su mobile, testi generici, nessuna ottimizzazione per le ricerche locali. Il risultato tipico è un sito che esiste ma che nessuno trova: le prenotazioni continuano ad arrivare tutte da Booking, con la sua commissione.
2. Sito vetrina professionale: 500–1.200 €
Realizzato da un professionista, con foto valorizzate, testi scritti per la tua struttura e prestazioni curate. È la soglia minima per essere presi sul serio da un ospite che confronta tre strutture in dieci minuti. A questo livello dovresti pretendere: caricamento sotto il secondo, perfetta resa su smartphone (dove avviene oltre il 70% delle ricerche di soggiorni) e una scheda Google Business collegata.
3. Sito che disintermedia: 1.200–2.500 €
Qui il sito smette di essere una vetrina e diventa uno strumento di vendita: pulsante di prenotazione o richiesta diretta, presentazione delle camere con galleria e prezzi, guida del territorio che intercetta le ricerche della tua zona, SEO locale fatta sul serio. È la fascia in cui lavoriamo di più con i siti per B&B e case vacanze, perché è quella con il ritorno più misurabile.
4. Progetti con automazioni: 2.500 € e oltre
Sito multilingua, integrazione con channel manager, chatbot WhatsApp che risponde agli ospiti e salva le richieste, campagne stagionali. Ha senso per strutture con più unità o per chi ha già saturato la fascia precedente.
Cosa incide davvero sul preventivo
- Numero di pagine e lingue: un sito in italiano e inglese non costa il doppio, ma quasi.
- Testi e foto: se il professionista li cura al posto tuo, paghi di più e ottieni molto di più. I testi copiati da Booking sono il modo più rapido per non posizionarsi.
- SEO locale: struttura delle pagine, dati strutturati, scheda Google. È la voce meno visibile e quella che genera il traffico.
- Prenotazione diretta: modulo di richiesta, link WhatsApp o motore di prenotazione integrato.
- Chi lo mantiene: chiedi sempre cosa è incluso dopo la consegna. Un sito abbandonato invecchia in un anno.
Il conto che conta: quando si ripaga
Facciamo i numeri con prudenza. Camera a 90 € a notte, commissione OTA al 18%: ogni notte prenotata da Booking ti costa 16,20 €. Un sito da 1.500 € si ripaga con 93 notti dirette — ma il sito dura anni: se ti porta anche solo 4 prenotazioni dirette al mese da 2 notti, l'investimento rientra in meno di un anno. Dal secondo anno in poi è margine.
C'è anche il beneficio che non si vede nel foglio di calcolo: l'ospite che prenota direttamente è tuo. Hai la sua email, puoi invitarlo a tornare, non dipendi dall'algoritmo di un portale.
Domande frequenti
Posso partire dal fai da te e passare al su misura dopo?
Sì, ed è una strada legittima. L'unica accortezza: registra subito un dominio tuo (es. nomebeb.it) e usalo fin dall'inizio, così quando cambierai sito non perderai la storia accumulata su Google.
Quanto costano dominio e hosting?
Tra 50 e 150 € l'anno per un sito statico veloce. Diffida dei canoni mensili alti senza servizi inclusi: chiedi sempre il dettaglio.
In quanto tempo vedo risultati su Google?
Per le ricerche locali («b&b + zona») un sito ben fatto inizia a comparire in 2–4 mesi. La costanza (recensioni, scheda Google aggiornata, qualche contenuto sul territorio) fa il resto.
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